FAQ: le tue domande

Alla base del progetto rete sanitaria c'è l'idea di facilitare l'accesso ai dati sanitari, garantendone la protezione... Non è un controsenso?

No, rendere più accessibili i dati sanitari degli utenti non significa imporre al cittadino una limitazione del suo diritto alla privacy: noi facciamo presenti quali sono i vantaggi di una maggiore accessibilità ai dati e mettiamo a disposizione i mezzi per garantirla; tu decidi se approfittare o meno di questa risorsa, in tutta libertà.

La Rete sanitaria permetterà infatti agli operatori sanitari autorizzati di accedere più rapidamente alle informazioni sulla salute dei loro pazienti grazie ad una struttura che facilita la comunicazione e la cooperazione.
La protezione dei dati degli utenti resta in ogni caso un obiettivo prioritario della riforma. La sicurezza non potrà essere garantita al 100%, ma, di fatto, non lo è nemmeno oggi: i rischi che i dati arrivino in mani sbagliate esiste anche per i documenti su carta custoditi negli ospedali, negli studi medici e così via. Le nuove tecnologie permettono però di colmare, almeno in parte, queste lacune, salvaguardando così la privacy nel miglior modo possibile. Non va dimenticato, inoltre, che gli operatori del settore sono sempre e comunque legati al segreto professionale.
Oltre ad aver preso le opportune misure tecniche per tutelare la privacy dei cittadini, la riforma garantisce comunque ad ogni singolo utente il diritto di autorizzare o meno la registrazione dei propri dati sulla carta sanitaria e il diritto di vincolare l'accesso a un'ulteriore autorizzazione diretta. In questo modo, è il cittadino stesso a decidere se e quanto è disposto a rendere accessibili i suoi dati.

Quando il progetto Rete sanitaria sarà operativo?

L'attuale fase di pianificazione dovrebbe concludersi entro il 2004: Rete sanitaria passerà allora da progetto a processo, dall'essere un'idea al divenire una realtà. Questo non significa che tutte le iniziative proposte nell'ambito della riforma saranno già pienamente operative nel 2004: entro questa data saranno definite infatti le necessarie premesse (la modalità di realizzazione delle iniziative, gli strumenti tecnici necessari, gli accordi di partenariato, e così via) affinché la Rete sanitaria ticinese possa poggiarsi su solide basi.

Che cosa succederà dopo questa data?

Anche se le azioni previste nell'ambito della riforma saranno tecnicamente operative, ciò non significa che il progetto avrà automaticamente raggiunto i suoi obiettivi. Per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e per contenere, nel lungo periodo, le spese del settore non bastano infatti le nuove tecnologie: il successo dell'operazione dipende prima di tutto dalla disponibilità dei protagonisti di questa riforma - i cittadini e gli operatori sanitari tutti - a collaborare per migliorare il nostro sistema sanitario. Medici, utenti, assicuratori: tutti gli attori interessati dovranno fare la propria parte, adeguando i propri comportamenti in modo tale da sfruttare al meglio queste nuove potenzialità e trarre così il massimo successo da questa riforma... salutare per tutti.

Ma quanto tempo ci vorrà, allora, per concludere il processo di informatizzazione della sanità?

Con il progetto Rete sanitaria si faciliterà lo scambio fra operatori sanitari di parte delle informazioni contenute nelle cartelle sanitarie: una scelta che, creando le opportune premesse tecniche e culturali, permetterà negli anni a venire uno scambio più complesso dei dati del paziente. Il processo richiederà comunque tempo: le esperienze in corso dimostrano che la fase di transizione può richiedere anche dieci, quindici anni.
Oggi stiamo compiendo il primo passo in questa direzione: un passo fondamentale per superare le attuali barriere e per non rimanere immobili di fronte ad un’evoluzione del sistema sanitario, tanto auspicabile quanto inevitabile.

Progetti simili sono già stati realizzati altrove?

Fino al 1999, in Svizzera si contavano sette progetti di carta sanitaria elettronica, tutti promossi dal settore privato. Vi è poi una moltitudine di progetti la cui applicazione è limitata a singoli attori sanitari (farmacie, ospedali, laboratori, e così via), o a gruppi specifici di pazienti (anziani, affiliati ad una determinata compagnia assicurativa, eccetera) o, ancora, a regioni o Cantoni particolari.
Progetti simili sono stati realizzati anche in numerosi Stati occidentali, a livello nazionale o regionale. Fra questi, diversi paesi europei, gli Stati Uniti, il Canada ed il Giappone hanno già adottato uno standard internazionale, definito nell’ambito del progetto Netlink: l’adozione di uno standard comune permette di poter utilizzare la carta sanitaria anche in caso di bisogno all’estero.

 

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